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Trasparenza a metà: perché i politici rivelano la propria appartenenza a tutto tranne che alla massoneria?

Nei giorni scorsi i nuovi consiglieri regionali hanno compilato un modulo per dichiarare eventuali iscrizioni a circoli sportivi o ricreativi o associazioni culturali o di beneficenza. Nessuno, però, è tenuto a indicare se appartiene alla massoneria. Un vuoto normativo che nasce da un intreccio di norme nazionali e comunitarie sulla privacy che, curiosamente, tutelano solo alcuni ambiti.

Appartenere a una loggia non è un disvalore: chi lo fa dovrebbe esserne fiero. Perché allora nascondersi dietro scudi giuridici per non disvelare la propria appartenenza? Chi ricopre ruoli politici o istituzionali dovrebbe garantire la massima trasparenza, rendendo pubbliche le proprie adesioni, siano esse religiose, associative o massoniche. La privacy è sacrosanta per il cittadino comune, ma chi esercita funzioni pubbliche contribuisce alla democrazia mostrando fino in fondo le proprie idee, le proprie adesioni ed esalta anche la libertà, cardine della nostra carta costituzionale

Quello che viene impedito alle istituzioni non è negato alle associazioni private e quindi anche ai partiti, ai quali nulla vieta di chiedere ai candidati di dichiarare queste appartenenze. Un tempo, nella Prima Repubblica, i principali partiti prevedevano incompatibilità ferree con la massoneria. Oggi, invece, regna l’indifferenza: persino il Codice etico del Pd, all’articolo 3, comma 1, lettera c) effettua una circumnavigazione del globo terrestre ma non esplicita con chiarezza e nettezza una incompatibilità tra partito e massoneria. Perché non farlo dichiarare espressamente all’iscritto o al candidato?

Fino a una certa età, credevo che la massoneria fosse legata e, quindi, tramontata con il periodo risorgimentale finché non ne ho colto l’attualità grazie al film di Alberto Sordi “Un borghese piccolo piccolo”, fotografia di un’Italia modesta. Non ho mai aderito alla massoneria perché incompatibile  con il mio essere “cattolico infante”, per usare una espressione cara al Presidente Cossiga. Non esprimo un giudizio negativo nei confronti di chi è iscritto alla massoneria ma credo che per chi ricopre ruoli pubblici la trasparenza sia un dovere.

Demetrio Battaglia

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